Sono i social network più popolari, si fronteggiano a colpi di status e di tweet, si copiano e si rincorrono, hanno una visibilità mediatica che tutti invidiano eppure Facebook e Twitter sono ancora due mondi distanti. Nati per ragioni differenti, mantengono ancora le proprie peculiarità.

E con gli ultimi sviluppi il solco si è fatto più profondo.

Storicamente, Facebook è nato per mettere in contatto tra loro gli studenti dei college americani ed è centripeto rispetto all’utente.

Difficile conquistare 800 milioni di amici senza attirare un po’ di nemici, specie quando sei il social network più frequentato (e invidiato) al mondo. Per Facebook l’avversario del momento è Twitter: se il primo, da poco quotato in Borsa, vale complessivamente oltre 104 miliardi di dollari, quanto può valere il secondo? La risposta ce la fornisce un’indiscrezione dell’ultim’ora: Google tempo addietro avrebbe messo gli occhi suTwitter, con il proposito di acquistarlo per non meno di 5 miliardi di dollari, ma avrebbe poi desistito in favore del progetto Google+.

Twitter è stato consacrato dai venti rivoluzionari della Primavera araba e si è subito contraddistinto per il fatto di esercitare una funzione sociale e transnazionale, centrifuga rispetto alla creatura di Mark Zuckerberg.

C’è da precisare che in Italia l’uso di Twitter ha avuto un’evoluzione diversa: si twittano news, link a foto, video, ecc. Twitter si sta conquistando un ruolo di primo piano nell’informazione dal basso, diventando giorno dopo giorno un all-news corale, una sorta di reporter diffuso, a cui i politici partecipano in prima persona affidando ai 140 caratteri loro dichiarazioni e pensieri, che solo in seconda battuta vengono ripresi da agenzie di stampa e testate d’informazione.

E se la politica italiana fa rima con Twitter e viceversa, possiamo già scommettere quali saranno i trend più discussi della giornata di oggi… in attesa della prossima mossa di Facebook per fare parlare di sé.